Osservazioni
Non possiamo che concordare con quanto riportato nel Piano nella parte in cui si individuano le aree già urbanizzate come sede preferibile per l’installazione di impianti fotovoltaici, p. es. tetti, parcheggi e strutture già esistenti.
In generale è opportuno escludere le aree agricole, coltivate o coltivabili dalle aree idonee per non far entrare in competizione produzione di energia e produzione di cibo per umani o animali. Anche l’ipotesi di ‘agrivoltaico’ cioè la coesistenza tra pannelli fotovoltaici e coltivazioni al suolo, non sembra salvaguardare appieno la produttività agricola che sarà indubbiamente minore, per l’ombreggiatura per la ridotta lavorabilità per la presenza dei sostegni e la minore scelta colturale dovuta alle installazioni.
Nel Piano in oggetto sono presenti scelte localizzative scarsamente condivisibili:
1. Discariche
Le superfici delle discariche sono considerate adatte a ospitare i pannelli fotovoltaici in quanto aree ‘già antropizzate’ e, si presume, l’idoneità si estende anche alle aree pertinenziali.
Tutti i progetti di discarica illustrano con dovizia di particolari le operazioni di ripristino ambientale al termine degli abbancamenti di rifiuti. Tali opere, che dovrebbero mitigare la percezione dell’impianto, sono spesso condotte con molto ritardo e a volte non danno gli esiti previsti. Ne consegue che gli abitanti devono convivere per decenni con aree degradate, pericoli delle percolazioni nel sottosuolo e qualità dell’aria pessima. Alla fine, quando il ripristino è imminente, l’area viene trasformata in sede di un impianto di pannelli fotovoltaici.
Desta perplessità che l’idoneità dei siti a discarica sia esclusa nelle aree in cui si è già evoluto il bosco: dati i tempi di installazione, piantumazione e crescita, (di solito consistono in decenni) vengono considerate idonee le aree dove mancano tali ripristini, che sono proprio quelle ove sono più urgenti e necessari.
Si richiede che:
- l’eventuale installazione dei pannelli sia subordinata alla corretta ed efficace manutenzione delle opere di ripristino già eseguite o in previsione,
- siano salvaguardate le operazioni di controllo per assicurare il puntuale monitoraggio della discarica,
- sia data priorità all’aspetto paesaggistico e al suo miglioramento visivo, considerato ciò che hanno già dovuto subire queste aree.
2. Cave
Il settore delle attività estrattive risente del fatto che, una volta estratto il materiale, si può fare di tutto: discariche, deposito di materiali non altrimenti collocabili oppure abbandono al loro destino. In pratica sono utilizzabili per le necessità del momento, ora rappresentata dai pannelli fotovoltaici.
Non si comprende se le operazioni di ripristino vengano tutelate anche in caso di installazione di pannelli fotovoltaici e manca quella minima raccomandazione usata per le discariche in cui si escludono le aree a bosco già affermato.
L’attività estrattiva implica un pesante intervento sul suolo di natura irreversibile e con conseguenze negative sull’ambiente e sulla popolazione: polvere, consumo di suolo e deturpazione del paesaggio; di fronte a questa situazione e alla mancanza di misure correttive nonché ai continui ampliamenti e incrementi di superfici interessate, il posizionamento dei pannelli non sembra essere di aiuto per migliorare la qualità della vita dell’area interessata.
Si richiede che:
- i pannelli fotovoltaici non interferiscano o danneggino oppure ritardino le operazioni di ripristino di cui chiediamo il sollecito implemento,
- sia data priorità all’aspetto paesaggistico e al suo miglioramento visivo, considerato ciò che hanno già dovuto subire queste aree.












