Nel nostro territorio tra Cavaglià e Borgo d’Ale, Alice Castello, Santhià e Tronzano contiamo:
8 discariche, 30 milioni di m3 cavati a profondità da 27 a 47 metri, 6 impianti di trattamento rifiuti: selezione plastiche, produzione Css (rifiuto solido secondario), 2 impianti per trattamento del rifiuto organico, produzione di biometano e bioessiccazione rifiuti; sono in programma 2 nuove discariche per i rifiuti RSU E SPECIALI autorizzate e una collina di amianto a Salussola (BRIANCO).Se ampliamo l’area fino a comprendere Carisio e Saluggia aggiungiamo un impianto di trattamento dell’alluminio e un deposito temporaneo di scorie NUCLEARI.
Vogliamo ancora UN INCENERITORE A CAVAGLIA’-BI-?
Dopo quello di Vercelli, ora chiuso ,le oltre 500.000 tonnellate annue di rifiuti bruciati nell’inceneritore di Torino. Ricordiamo che un impianto era già stato proposto nel 2007 dalla stessa ditta e nel 2005 era comparsa una proposta a Livorno Ferraris (VC).
Quest’area sta per essere consegnata alla perdita del lavoro in agricoltura, sua vera vocazione , con l’artigianato e la piccola impresa locale: ortofrutta, commercio, edilizia, fabbrica e lavoro cancellate per sempre da grandi imprese che richiedono solo manodopera specializzata . Gli inceneritori sono classificati come impianti insalubri di classe prima (art.216 RD 1265/34 DM 5.9/1194), la peggiore. Sono inoltre non idonee a ospitare inceneritori le zone agricole caratterizzate per qualità e tipicità dei prodotti.














