INCENERITORE DI CAVAGLIA’
Cercheremo di essere il più chiari e brevi possibile.
Ad agosto una società privata ha presentato il progetto di un inceneritore da realizzare a Cavaglià, al confine con Alice Castello e Santhià. Le emissioni del camino, dall’alto dei suoi 90 metri, ricadranno su una trentina di comuni; l’area di studio delle ricadute in effetti ha un raggio di 20 km. Il procedimento autorizzativo è in corso e nelle mani della Provincia di Biella, la quale è chiamata a dare o negare il permesso di realizzare questa opera.
Al tavolo decisorio, oltre agli enti come Arpa Asl, Vigili del fuoco ecc., sono invitati solamente i Comuni di Cavaglià e Santhià, in quanto, a dire della Provincia di Biella, solo loro hanno diritto di esprimere un parere benchè le ricadute più importanti saranno ovviamente su tutti i comuni circostanti e oltre.
Ora alcuni dati che parlano da soli:
1) Il Biellese ha bisogno di smaltire 18.000 t di rifiuti urbani all’anno e 7000 tonnellate annue di fanghi.
2) L’inceneritore in progetto ha una capacità di 278.000 t all’anno, (di cui 174.000 t. sono rifiuti urbani e 104.000 sono rifiuti speciali) inclusi 84.000 t fanghi.
Decisamente sovradimensionato per le 18.000 t di rifiuti urbani biellesi!
DA DOVE ARRIVERANNO TUTTI QUESTI RIFIUTI URBANI E I FANGHI????? NON SI SA. Il progetto non lo dice.
L’inceneritore, nello smaltire questi 278.000 di cui 84.000 tonnellate di fanghi produrrà circa il 23,6% di ceneri solide ( circa 60.000 t annue) ,e 20.000 circa t annue di ceneri leggere, non risolvendo per nulla il problema delle discariche!
Ancora saranno 500 kg ogni ora di polveri sottili al camino. Le polveri sottili al camino saranno 12 tonnellate al giorno- calcolato dai 2 mg/m3- .
Solo per quanto riguarda la CO2, manderà in atmosfera 1,8075 Kg al m3 che sono 39.765 Kg all’ora x 24 h x 365 giorni all’anno corrispondono a 350.400 t annue di Co2. Non ci è dato conoscere in quanto mancante l’eventuale CO2 evitata per effetto dell’ipotizzato recupero energetico (serre ).
DOVE ANDRANNO LE CENERI Solide PRODOTTE? NON SI SA. Il progetto non lo dice.
Non vorremmo entrare nel merito tecnico del progetto, che è una tecnologia complessa ma ormai nota. Ma non possiamo non notare che la Provincia di Biella ha già individuato ben 63 criticità da chiarire e risolvere, alcune delle quali in realtà si dividono in “sottopunti” aumentando moltissimo il numero di chiarimenti che i progettisti devono dare. Alcuni rilievi partono proprio dal fatto che in Piemonte non è previsto che si realizzino nuovi inceneritori perché secondo le proiezioni future l’inceneritore di Torino basterà.
Quindi: dove sta l’utilità per il nostro territorio di un’opera che produce più scorie rispetto ai rifiuti che il territorio deve smaltire?
Cavaglià, Santhià ed altri 27 comuni a cavallo tra le province di Biella, Vercelli e Torino si sono già schierati con un deciso e motivato no. Una delle motivazioni al no è che all’orizzonte si è profilato un progetto di sviluppo molto più interessante, e che gli investitori scapperanno a gambe levate se dovranno fare i conti con un inceneritore. Quindi il territorio ha scelto: sì a un progetto, no all’altro.
Purtroppo però, nonostante l’impianto sia al confine tra tre province e le ricadute interessino un territorio vastissimo, è solo il biellese a decidere.
Quello che possiamo augurarci è che il Biellese si sia ravveduto, dopo l’incredibile, clamoroso errore di valutazione che lo ha condotto ad autorizzare a Cavaglià una discarica che Cavaglià non voleva.
Il Biellese ha voluto quella discarica anche se da queste parti all’epoca di impianti ce n’erano già 12 (ora sono 14) e quindi qui di rifiuti ne abbiamo fin sopra le orecchie. Cavaglià coi comuni limitrofi aveva giustamente ingaggiato battaglia contro quell’autorizzazione e l’ha giustamente vinta: i giudici hanno dato ragione a chi non voleva quella discarica.
Al di là del fatto che i territori vanno ascoltati, noi speriamo davvero che il Biellese tutto abbia imparato qualcosa da quell’errore, e che non si metta nella condizione di sbagliare di nuovo.
Noi l’inceneritore non lo vogliamo. E se sbagliare è umano, perseverare sarebbe diabolico.
Ringraziamo Simonetta e Rosaria di Salussola ambiente è futuro per gli spunti che pubblichiamo, unitamente ai dati di Carp- Coordinamento rifiuti Piemonte- e a quelli dell’amico Renato con cui sempre ci confrontiamo.












