qui si parla soltanto mentre si sprofonda!
Movimento Valledora continua da 20 anni la sua attività di sentinella del territorio. Composto da volontari appassionati delle biodiversità e amanti di una qualità della vita più sana e rispettosa degli esseri viventi, osserva e parla del territorio invitando tutti al rispetto dell’ambiente. Se esiste ancora da tanto tempo, significa che qualcosa manca nelle istituzioni e non sono certo i piani, i progetti, le intenzioni ma la volontà politica e civile delle istituzioni a far sì che le promesse siano mantenute .Pertanto ecco l’attività che necessità di tanto impegno e di volontari, sempre bene accetti, per scrivere, segnalare, leggere, divulgare e interessare gli amministratori, ma anche i cittadini, tentando di portare più in alto la consapevolezza generale.
Siamo venuti a conoscenza che la regione Piemonte, a seguito della legge sull’attività estrattiva nr. 23/16, ha dato inizio alla procedura per la redazione del Piano relativo con la deliberazione della Giunta Regionale n. 33-1855. La regolamentazione di questo settore è molto importante in quanto l’estrazione di inerti ( terra, sabbia e ghiaia) è un’attività che porta conseguenze irreversibili sul territorio e sul paesaggio, per non parlare del successivo insediamento delle discariche di cui purtroppo l’area della Valledora e dei paesi del vercellese, biellese e torinese, è un esempio tragico.
Con la prospettiva del coinvolgimento e dell’informazione ai cittadini, Movimento Valledora ha chiesto di partecipare, in qualità di uditore, alle conferenze dei servizi di prossima istituzione,la prima il 20 ottobre, dove si riuniscono tutti gli enti specializzati: oltre alla regione parteciperanno le province, i comuni, ASL, ARPA, enti parco, soprintendenza ai beni artistici, autorità di bacino del Po oltre alle regioni e province limitrofe.
Siamo fiduciosi che la Regione Piemonte accolga questa nostra richiesta, in modo da far sentire, con la nostra presenza, l’importanza di pianificare questo settore e la delicatezza delle zone in cui si andrà a operare che sono comprese, in gran parte, nelle aree di ricarica delle falde acquifere utilizzate per il consumo potabile. Inutile ricordare che anche i sindaci possono fare molto, perlomeno farsi sentire, partecipare e ottenere, non incentivi alla distruzione del loro territorio, come purtroppo abbiamo sentito in questi giorni a Trino per i rifiuti radioattivi di ogni genere, ma per ottenere garanzie e protezione per l’aria, l’acqua e la terra che sono beni di tutti e non commerciabili.












