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End of wast, quando il rifiuto, non è più tale

PROGETTI DI RICICLO DI RIFIUTI

 
IN QUINTA AUDIZIONE DEL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA (CARP) CHE SOLLECITA UNA LEGGE REGIONALE
 
“Diversi progetti di riciclo di rifiuti risultano bloccati in Piemonte, in assenza d’una normativa regionale sulla Cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waster). La legge nazionale prescrive che siano le Regioni a legiferare, altrimenti le singole Province non sono in grado di autorizzare i vari progetti”. Questa la posizione del presidente del Coordinamento ambientalista rifiuti Piemonte (Carp), Fabio Tomei, nel corso dell’audizione in Quinta commissione. Il presidente della stessa commissione ha garantito la massima attenzione sul tema da parte del Consiglio regionale.
La legge 128 del 2019 infatti, indica negli enti come Regioni e Province i soggetti per il rilascio delle autorizzazioni agli impianti di recupero rifiuti sulla base di propri procedimenti di autorizzazione.
Tra i progetti fermi in diversi passaggi autorizzativi in Piemonte ci sono quelli per la produzione di biometano da rifiuti a Vercelli, Castelletto Cervo, Cavaglià, Salussola e Orfengo e quello per la produzione di combustibile solido secondario (Css) di Silvano d’Orba.
“Il blocco di questi progetti e di altri analoghi nel prossimo futuro, costituisce un grave ritardo nell’avvio dell’Economia circolare, perché riguarda gli investimenti nel settore del riciclo dei rifiuti urbani e speciali non pericolosi con gravi conseguenze economiche e sanitarie” ha concluso Tomei.
Barbara Squillace (Rondissone), Alba Riva (Vercelli), Oscar Brumasso (Torino) e Isabella Silva (Silvano d’Orba) hanno portato la testimonianza dell’attività svolta dai loro Comitati e Associazioni su rispettivi territori, chiedendo alla Regione di legiferare sull’Eow, in particolare sui rifiuti organici speciali, in primo luogo sui fanghi da depurazione, definendo gli standard tecnici  di pre-trattamento di tali rifiuti.
Nel corso dell’audizione sono poi giunte le richieste di programmare le necessità del Piemonte riguardo gli impianti di riciclo dei rifiuti organici, sia urbani che speciali, stabilendo norme per scongiurare i pericoli  di esplosione e incendi degli impianti per biometano, disturbi da odori molesti, inquinamento delle acque potabili e il rischio di diffusione sul territorio piemontese di rifiuti nocivi non-pre trattati, soprattutto nei terreni agricoli e nei sottofondi stradali.
Nell’attesa di definire le linee guida, secondo Carp è necessaria una moratoria per autorizzare i nuovi progetti per biometano.
Sono poi intervenuti diversi consiglieri, dei Gruppi M5s, Lega e Fi per approfondimenti.

carp Fabio Tomei

End of wast

Un rifiuto che perde la caratteristica di essere spazzatura, ma diventa un materiale o un prodotto viene oggi chiamato End of wast. Se n’è occupato il Governo che con una norma inserita nel decreto sulle Crisi Aziendali, con la quale tenta di superare la misura contenuta nello Slocca cantieri per cui era stato posto un freno alle autorizzazioni. Il nuovo emendamento prevede che le Regioni possano rinnovare le autorizzazioni degli impianti di trattamento nel rispetto della normativa europea. Le autorità competenti di Regioni o Province autonome dovranno comunicare all’Ispra i provvedimenti adottati per le opportune verifiche. Molti plaudono a questa misura perché apre la via ai  processi di economia circolare. Le Regioni stesse hanno sollecitato il Ministro Costa ad occuparsi di questa materia, tuttavia qualche domanda a questo punto dobbiamo porcela. Facciamo qualche considerazione. Chi lavora nel campo del recupero o del riciclo muove milioni di euro o miliardi di euro, i rifiuti sono una risorsa e questo lo abbiamo sempre affermato. Il materiale depositato in discarica o bruciato in un inceneritore ( una discarica che brucia e trasforma in cenere o polvere un prodotto o un materiale) è uno spreco ma il controllo del prodotto recuperato da un processo industriale, la verifica dei criteri di salute e affidabilità ambientale sono la priorità. Sulle discariche ma anche sulle cave il punto critico è sempre stato il rispetto della norma, della regola , meglio, in una parola sola, serve il controllo che i processi siano regolari. Lasciare alle Regioni le autorizzazioni potrebbe voler scatenare una corsa al ribasso. La Regione più di manica larga permetterà di costruire gli impianti e autorizza il trattamento. Trattare materiali innesca problemi di stoccaggio e di lavorazione, i controlli servono rigorosi. Il dibattito andrebbe ampio e articolato, serio e fuori dalle logiche di partito o meglio dai pericoli di favorire gli amici o gli amici degli amici. Una regolamentazione era necessaria sull’End of wast ma servono norme chiare , non ambigue per non rischiare di far passare tutto, di chiudere un occhio o forse due e di ritrovarsi, come al solito, con territori devastati o colpiti da speculazioni senza freni.

AUDIZIONErelazione240720

 

Movimento Valledora

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