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Alice Castello (VC) 13040, Via Italia 50

Inceneritore di Cavaglià

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Questa idea viaggia da molto nella testa della multinazionale A2A che ha totalizzato, negli anni, vari impianti a Cavaglià.

Abbiamo letto ieri sul giornale la notizia della presentazione del progetto di un inceneritore proprio in quella zona e non siamo affatto sorpresi.

Anni e anni fa  era già stato ventilato un impianto di incenerimento, da allora molto è cambiato, poco nella loro mentalità, ovvero nella mentalità di chi tratta rifiuti.

Allora non ci vanno bene le discariche e nemmeno gli inceneritori, siamo poco concreti e poco avveduti? Può darsi, ma dimostrateci che questo macchinario farà bene al territorio, aumenterà la qualità del suolo e dell’aria, la qualità di vita dei suoi abitanti, rifiorirà un’agricoltura vera e darà tanto lavoro a chi non ce l’ha. Dimostrateci che per i Vercellesi e per i Biellesi varrà la pena continuare a differenziare la plastica, dal vetro, la carta dall’umido e convinceteci che le proprietà di questa zona acquisteranno importanza e valore oppure che è un’operazione che tutti i Sindaci vorrebbero e ne sarebbero fieri. Parlo dei comuni che non prenderanno incentivi da questa trattativa.

Chi ha ospitato discariche non si è arricchito mentre è un pozzo senza fondo il traffico dei rifiuti.

Lo dimostra, solo per fare un esempio, la storia di Alice Castello che con le sue discariche non ha avuto molta fortuna, o perlomeno non ha fatto la fortuna dei suoi abitanti.

Rivolgiamo i nostri complimenti a tutti coloro che stanno presentando quest’opera come innovativa, è questa la strada green , è questa  la transizione ecologica?

Forse qualcuna pensa di chiudere il cerchio dell’economia circolare in questo modo ma fa ridere pensare che una grande azienda, innovativa, potente, pubblicizzata come il futuro, non abbia niente di meglio da proporre che un inceneritore.

Inoltre Biella non ha risolto il problema dei rifiuti ed è troppo comodo metterli vicino alla casa degli altri, al confine della provincia di Vercelli, è la stessa cosa di quelli che caricano il sacchetto in macchina e lo gettano da un’altra parte, abbandonandolo nei boschi o lungo la strada.

 

 

Comments (5)

RIFIUTI ZERO non è solo uno slogan, e stata anche una proposta di legge presentata in parlamento o ad Enti istituzionali, ma i risultati sono ben altri: ad esempio questa richiesta di insediamento inceneritore (e pensare che da pochi anni ci siamo liberati di quello sito in Vercelli)… mai cantare vittoria: a Capannori in Toscana i rifiuti pro capite indif. sono SOLO Il 4% (Sig. ercolini x rifiuti zero)!!!!!!
Enrica

Inceneritori di rifiuti solo pubblici e per i rifiuti locali di territori virtuosi che raggiungono il 90% di raccolta differenziata. Alcuni Comuni dimostrano che si può, mentre dovr si ricorre a inceneritori tout scout la percentuale peggiora sensibilmente.

Non parliamo di realtà come Frossasco (paesino collinare agricolo e residenziale in provincia di TO) dove addirittura si sta autorizzando un inceneritore privato in mano a una fabbrica turca che brucerà “scarti di lavorazione ” a ciclo continuo …per un quantitativo pari agli inceneritori pubblici di Livorno e Parma!!!!

A Frossasco e tutti i paesi vicini lottiamo e lotteremo ad oltranza per impedire questa FOLLIA contro la popolazione e l’Ambiente, NON mollate neppure voi, un unica voce, un unica battaglia NO INCENERITORI!

Roberto Verri, certo non molleremo, anche se stiamo lottando contro i mulini a vento. La multiutility in questione,A2A estende la sua piovra ovunque.

Dal report annuale dell’inceneritore del Gerbido del 2016, quando ancora non
lavorava a carico termico (trattando quindi meno materiale), si estraggono i seguenti dati:

trattate 440.000 t di RSU e generate 113.000 t (circa il 25 % ) di RS (Rifiuti Speciali)
ovvero le cosiddette ceneri (da cui il nome di Inceneritore) conferite … in discarica;

per inviare la maggior parte degli RSU nell’atmosfera (della valle più inquinata d’Europa)
sono però anche stati bruciati 8 milioni di mc di metano (senza calcolare le tonnellate
di gasolio bruciate dai camion per conferire i RSU e ritirare i suddetti RS);

per chiudere il ciclo sono stati prelevati oltre 1 miliardo di litri di acqua dalla falda che in parte è finita in fogna,
condita però con un mix di 50 sostanze inquinanti (complessivamente circa 130 t, principalmente solfati e cloruri).

L’unica alternativa all’inceneritore sono le discariche di prossimità, in capo ad ogni consorzio e col vincolo
stringente di poter allocare solamente l’indifferenziato generato dal consorzio stesso, quindi col divieto
tassativo di allocare materiali in arrivo da altri consorzi.

In tal modo:
– si responsabilizza ogni consorzio (ampliare le discariche … costa)
– si minimizza il via vai dei camion (in ottica di decarbonizzazione dei trasporti …)

Ovviamente a monte ci deve essere una raccolta differenziata spinta che minimizzi
i quantitativi di indifferenziato da conferire in discarica. Questo lo si ottiene dando
la possibilità ai cittadini di poter conferire determitati materiali di interesse da parte
degli utilizzatori finali in appositi Centri di Raccolta e Remunerazione Materiali dove
detti materiali sono controllati, pesati, fotografati e sversati in cassoni scarrabili
che saranno acquistati direttamente dai suddetti utilizzatori finali.
In tal modo:
– si minimizza la lunghezza della filiera
– si massimizza la qualità e la quantità della differenziata
– si minimizza la quantità di indifferenziato
– si minimizza il via vai dei camion
– si da la facoltà ai cittadini di ridurre la propria TARI
– …

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