La sottosegretaria Ilaria Fontana e la deputata Lucia Azzolina a colloquio con
istituzioni e associazioni sui temi ambientali nel Biellese
Inceneritore in Valledora, discarica di amianto a Salussola e diga in Valsessera, si
cercano nuove vie per la tutela ambientale del Biellese
Cavaglià, 30 novembre 2021 – «È ancora conveniente fare degli inceneritori? L’Europa ci
dice di no, e non solo, ci fornisce una gerarchia dei rifiuti in un’ottica di riciclo e di riuso, a
dimostrazione di come il fine vita di un rifiuto in inceneritore rappresenti ormai una visione
miope» questa dichiarazione di Ilaria Fontana, sottosegretaria alla Transizione Ecologica,
mette da subito in chiaro quali sono le linee guida internazionali sul tema. Nello specifico il
riferimento è al progetto per un inceneritore in Valledora, uno degli argomenti affrontati
venerdì 26 scorso in un incontro pubblico interamente dedicato ai temi ambientali di
rilevanza per il Biellese. Presenti in sala, insieme a Fontana e a Lucia Azzolina, deputata e
organizzatrice della tavola rotonda, sindaci e rappresentanti delle associazioni locali che a
vario titolo si occupano della difesa del territorio.
A livello governativo, pare evidente l’intento di seguire altre direzioni, come ha sottolineato
Fontana: «Nel PNNR non sono previsti fondi per gli inceneritori, si punta invece, con
incentivi per 600 miliardi sugli impianti virtuosi che spingono sull’economia circolare, i
cosiddetti “impianti faro”».
Non è questo il caso di Cavaglià dove il progetto in discussione porterebbe un ulteriore
deterioramento ambientale, per una zona già molto colpita. «La storia di Valledora e le
difficoltà incontrate negli ultimi 25 anni da chi come noi ha cercato di limitare i danni
ambientali legati a nuovi insediamenti, sono cosa ormai nota – ha ricordato Anna Andorno,
relatrice per il Movimento Valledora – recentemente abbiamo vinto il ricorso contro il
sopralzo di una delle discariche già in essere, ci sono voluti anni per arrivarci.
L’inceneritore è un nuovo punto interrogativo dal punto di vista ambientale, per quanto
venga proposto a norma di legge, e ci mancherebbe, rappresenta comunque un rischio.
Gli inceneritori raggiungono temperature altissime, in seguito alle quali si possono creare
compost ancora sconosciuti accanto a quelli noti. E soprattutto, le emissioni a norma di
legge riguardano comunque sostanze altamente volatili, quindi con accesso facilitato in
molti luoghi, non ultimo gli organi vitali». A chiosare sul caso cavagliese è intervenuto Luigi
Bondonno, sindaco di Alice Castello, che ha riportato a titolo di monito il caso della
“bonifica non bonifica” di Alice 2.
Su Valledora, così come sugli altri due temi sul tavolo – la diga in Valsessera e il sito per
l’amianto di Salussola – le due onorevoli hanno invitato tutti i portatori di interesse a fornire
ulteriori documentazioni in attesa di una riunione più operativa, per la quale è stato
richiesto anche l’intervento dei rappresentanti della Regione Piemonte. Dal Movimento
Valledora è arrivato anche un appello alla Provincia di Biella, vicina al rinnovo dei vertici, e
ai sindaci biellesi, chiamati come sempre al voto in sede di Conferenza dei Servizi.
E intanto da parte del Movimento prosegue la battaglia legale, come ha ricordato Lucia
Scagnolato consigliere di minoranza del comune di Cavaglià: «I ricorsi sono costosi e
hanno sempre tempi lunghissimi, quindi abbiamo deciso di agire subito, investendo in una
consulenza legale in fase di scrittura delle osservazioni al progetto, vogliamo arrivare
preparati fin dal principio, e stiamo chiedendo aiuto a tutto il territorio con una raccolta
fondi a copertura delle spese».
Durante la fruttuosa tavola rotonda, a cui ha presenziato anche il sindaco di Cavaglià
Mose Brizi, a rappresentanza delle istituzioni e a rafforzamento del fronte del “no”, sono
intervenuti anche Simonetta Magnone di “Salussola Ambiente e Futuro” contro la discarica
di amianto, Guido Gubernati per il Comitato Tutela Fiumi, sulla diga in Valsessera,, Andrea
Basini per Legambiente Biella e Marco Formia, sindaco della vicina Mazzè, zona a rischio
di nuovi insediamenti per lo stoccaggio di rifiuti nucleari.
La giornata si è chiusa con un secondo convegno a Biella, sempre connesso ai temi
ambientali, con ampia partecipazione di pubblico, a dimostrazione che i problemi del
basso Biellese non possono essere relegati solo alla zona di riferimento, e di come
vengano ormai percepiti dai cittadini come una questione d’interesse comune.

