Consigliere a 5Stelle visita La terra del rifiuto
Alice Castello, Cavaglià, Cave e discariche, Coordinamento, Livorno Ferraris, Santhià, Tronzano, inceneritore Bia Nessun Commento »http://www.youtube.com/watch?v=FPuWTeqlaFU
Davide Bono, Consigliere regionale del Movimento 5Stelle , ha visitato i nostri comuni: in essi, la Valledora. Ha visitato le cave e le discariche di Cavaglià, Alice Castello, Santhià e Tronzano. Potete cliccare sul link per vedere i filmati. Facciamo una sintesi delle sue parole di commento pubblicate anche sul sito della lista MoVimento5stelle.
Lasciamo una parte del commento
“Le cave non vanno regolamentate, se no finisce il business che permette da un lato di fare grosse buche nei terreni ghiaiosi a costi bassissimi (le concessioni con cui i Comuni concedono i diritti di “coltivazione delle cave”, una definizione che direi liricamente strafottente, sono irrisorie), per poi farne un ripristino ambientale a suon di tonnellate di rifiuti gettati dentro fino a colmare il buco. Le cave sono indispensabili alla logica dello sviluppo basato sul tondino ed il cemento di PDL, PDmenoL e soci, che gettano fiumi di soldi pubblici in un gigantesco ammortizzatore sociale complementare che cementifica il territorio con nuove strade, ponti, ospedali, capannoni, case, sempre fatte peggio, con sempre minor utilità (invece di ristrutturare l’esistente) per mantenere i consensi elettorali sul proprio territorio. Al contempo a tale logica è legata a doppia mandata quella del mondo usa e getta, dalle risorse e capacità autopulenti infinite, che induce falsi bisogni e produce merci inutili, non recuperabili, ricoperte di imballaggi che fanno aumentare i costi delle merci stesse. Tale logica porta alle discariche o agli ancora più pericolosi inceneritori.
Per verificare gli estremi di quanto sopra, siamo andati nel territorio a confine tra il biellese ed il vercellese, la terra del rifiuto, come recita un toccante documentario. Il territorio, un tempo un eden di meleti e altre piante da frutto, ora è un affastellarsi di buchi nella terra profondi fino a 40 m (uno ora è ricoperto da un laghetto di falda!!) e lunghi anche centinaia di metri, che vengono sistematicamente ricoperti di rifiuti per migliaia e migliaia di tonnellate, di materiali non stabilizzati, rifiuti tal quale, con gli inevitabili effetti collaterali quali miasmi, percolato tossico in falda, emissione di gas naturale libero a rischio esplosione, distruzione del tessuto sociale e lavorativo di tutta la zona che va da Cavaglià fino a Livorno Ferraris e oltre. “








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