Concluso In tour per salvare il territorio”

asl e arpa si pronuncinoA Borgo d’Ale, mercoledì 11 maggio, si è concluso il ciclo composto di 5 serate tra i paesi della Valledora. Lo scopo: informare i cittadini sullo stato del territorio , dell’aria, dell’acqua, del suolo. Informare i cittadini di quanto stanno facendo o non facendo le loro Amministrazioni per la Valledora.20160511_212150

Risultato: i cittadini comprendono e rispondono accettando di esporre gli striscioni con la scritta BASTA DISCARICHE.basta discariche via Cavour

In tutti e cinque i paesi della Valledora: Alice Castello, Cavaglià, Santhià, Tronzano e Borgo d’Ale la popolazione risponde esponendo gli striscioni.

Qualcuno ha paura, “perderò i clienti”, “beccherò una denuncia”: come i funzionari degli Enti pubblici che temono le ritorsioni delle imprese concorrenti al riempimento e all’escavazione.

Gli striscioni compariranno anche sui balconi dei comuni!!!

Prossimo TOUR: “Ognuno si assuma la responsabilità”

Cominciato dall’ASL di Vercelli la settimana scorsa.

ASL parteciperà alla Conferenza dei servizi del 25 maggio a Vercelli, in Provincia ed esporrà un parere o ce lo auguriamo!?

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ASL Biella e VERCELLI

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Alcuni  esponenti di Movimento Valledora nella giornata di martedì, hanno organizzato  in tarda mattinata, un presidio presso ASL  di Vercelli, per tenere alta  l’attenzione delle nostre istituzioni sulla situazione della Valledora.

Lo stesso Movimento era già stato ricevuto dalla Direzione generale di Vercelli, nel settembre scorso, e in quell’occasione aveva posto le stesse istanze, esprimendo le proprie preoccupazioni.
Al momento è in discussione un nuovo progetto di discarica nel comune di Alice Castello e l’ampliamento di due  discariche nel limitrofo comune di Cavaglià , entrambe possono influenzare negativamente l’ambiente circostante e peggiorare la situazione, già critica, attraverso il rilascio nella falda di sostanze inquinanti o nuove emissioni nell’aria.
Ciò riguarda direttamente la salute dei cittadini che l’ASL dovrebbe difendere, a nostro avviso, anche in base al principio di precauzione. Data la vulnerabilità descritta dalla cartografia e dagli studi del suolo di quella zona e il carico ambientale già presente ( cave, discariche, diserbanti, emissioni in atmosfera … ) si dovrebbe dare maggior peso al fatto  che ad Alice Castello sono già esistenti discariche che stanno dando problemi.  Pertanto giovedì e venerdì dalle 11.30 alle 12.30 il presidio proseguirà. I cittadini chiedono alla Direttrice generale un pronunciamento pubblico e una presa di posizione alle Conferenze dei servizi in corso presso le province di Biella e Vercelli.IMG_0037

Osservatorio per la tutela della Valledora

osservatorio tutela della Valledora

Lunedì 16 maggio, a Santhià, avrà luogo la prima riunione dell’Osservatorio permanente per la tutela della Valledora, al momento costituita nei comuni di Alice Castello, Santhià e Tronzano, vi parteciperanno  Movimento Valledora, Italia Nostra Vercelli e Lipu Biella- Vercelli.

Da tempo Movimento Valledora chiede alla Regione di considerare la Valle Dora nel suo complesso e non cava per cava o discarica per discarica. Nel 2008, sotto la giunta Bresso, i comitati si erano recati dall’Assessore all’ambiente per sollecitare un piano di tutela. La regione aveva dato incarico al dott. Mauro Giudice di redigere “Ipotesi di Piano strategico della Valle Dora”. L’iniziativa non ebbe seguito poichè i comuni, tranne Cavaglià, non parteciparono ai tavoli di lavoro. Ora l’iniziativa parte dal basso.

Oltre ai comuni sopracitati, sono stati invitati tutti i soggetti interessati al problema della Valle Dora: società locali, province, oltre ad enti come U.S.L. e ARPA; ha già dato adesione la prof/ssa Marina Di Maio , docente del Politecnico di Torino.

«Questo osservatorio» afferma  Movimento Valledora, «si propone innanzitutto di coordinare quelle attività relative alla tutela della Valle Dora, zona ricca di cave e discariche tra i comuni di Alice Castello, Santhià, Borgo d’Ale, Tronzano e Cavaglià, ma dislocata sulle province di Biella e Vercelli».

Nonostante la Regione affermi che in suddetta zona ricca di acque di falda, tendenzialmente, non si debbano costruire discariche (Piano di tutela delle acque), i procedimenti non sono mai cessati (poiché il Piano non costituisce norma ma indicazione). Infatti, i funzionari dell’amministrazione pubblica affermano che tali procedimenti non potranno essere fermati, a meno che non sopraggiunga un preciso vincolo in grado di bloccarli. Tale vincolo era stato posto, a suo tempo, dalla Provincia di Vercelli  nel PTCP (Piano territoriale di coordinamento provinciale), ma nel 2013, con lettera alla Provincia, la Regione aveva chiesto lo stralcio del vincolo, troppo restrittivo rispetto ai piani regionali.

«Siamo in attesa dei pareri di U.S.L. e ARPA, i quali non si sono ancora pronunciati ufficialmente in merito. Parere che invece  è giunto alle Province dall’A.T.O. acqua n°2, la quale si dichiara contraria alla costruzione di tre nuove discariche, una ad Alice Castello per i rifiuti speciali non pericolosi, due a Cavaglià per rifiuti urbani e speciali non pericolosi».

La provincia dovrà raccogliere i pareri di ARPA, U.S.L., regione e comuni interessati, quattro dei quali hanno già espresso parere negativo.

«Chiediamo innanzitutto di conoscere al più presto i pareri di U.S.L. e ARPA, enti preposti alla salute del cittadino. Sarebbe auspicabile un loro intervento in modo da tranquillizzare i cittadini in merito alla salute pubblica».

Proprio in merito al tema della salute dai comuni di Santhià, Alice Castello , Tronzano e Cavaglià è stato commissionato al dottor Christian Salerno uno studio epidemiologico per valutare un primo impatto delle criticità ambientali sulla popolazione locale. .

Oltre alla riunione di lunedì 16 maggio, giovedì 19 maggio si terrà a Vercelli una nuova conferenza dei servizi riguardante la discarica Valchiesa di Alice Castello.

nasce osservatorio della valledora

ALCUNE RIFLESSIONI SUL REFERENDUM DEL 17 APRILE

Unanalisi del voto referendario del 17 aprile richiede una valutazione complessa per le numerose variabili da considerare.Tredici milioni di persone che votano SI in un referendum che si è fatto di tutto per boicottare, non sono poche, soprattutto in un paese dove la disaffezione al voto frutto della caduta verticale di fiducia verso la politica istituzionale- è diventata di ampia portata e quasi endemica.Il boicottaggio del voto è stato tanto manifesto, quanto evidenti sono i poteri forti che sono scesi in campo per il mantenimento dello statu quo.Il Presidente del Consiglio, dapprima con la definizione della data nessun accorpamento con le amministrative e indicazione della primissima data utile per abbreviare il più possibile la campagna referendaria- poi con la discesa in campo aperto per lastensione, si è dimostrato un pasdaran della nuova idea di democrazia autoritaria e plebiscitaria che propone al paese.

I grandi mass media, dapprima con il totale silenzio sul quesito, poi con la denigrazione dello stesso, hanno fatto ampiamente la loro parte.

A tutto questo va aggiunto levidente obsolescenza della norma che disciplina i referendum, che mantiene un quorum (50% più 1 degli aventi diritto al voto) da missione quasi impossibile e che facilita la strumentalizzazione della disaffezione elettorale per far fallire ogni esperimento di democrazia diretta.Questo quadro oggettivo non esime, tuttavia, dal valutare il voto del 17 aprile come una sconfitta.

Perché, se sono realtà tutti gli impedimenti sopra descritti, è altrettanto vero che, se si decide di sfidare le politiche governative utilizzando lo strumento referendario, si è consapevoli dell’ entità della sfida e occorre di conseguenza prendere atto dell’ esito.Ecco perché vale forse la pena provare a fare una riflessione più ampia in merito a quali condizioni rendano praticabile la sfida e a quali invece ne pregiudichino in partenza lesito.

 

La prima non può che riguardare la frammentazione sociale che oltre venti anni di liberismo e la crisi sistemica in atto hanno prodotto nel paese: oggi le persone che hanno una visione dinsieme dei problemi sono una minoranza, mentre per la gran parte della popolazione lisolamento e latomizzazione hanno agito in profondità, al punto da renderle disponibili alla mobilitazione solo di fronte ad un attacco diretto ed esplicito alle proprie condizioni di vita.

Se Eugenio Scalfari può scrivere senza vergogna sulla Repubblica  che chi non vive nelle regioni direttamente interessate dalle trivellazioni è bene che se ne disinteressi, è perché ha chiara e la utilizza pro-Renzi- esattamente questa dimensione di frammentazione sociale.

 E questa realtà a dimostrare come oggi una prima condizione sine qua non la sfida referendaria diviene impossibile è che largomento da sottoporre al voto degli italiani debba o riguardare un tema che incide direttamente sulla vita di tutte e tutti o, in alternativa, diversi temi dirimenti che, nella loro pluralità, mobilitino ciascuno una fetta di popolazione direttamente interessata.Il primo caso lo si è visto con la straordinaria esperienza del movimento per lacqua, non a caso lunico referendum degli ultimi venti anni ad aver raggiunto il quorum; il secondo caso, ancora da verificare nella sua efficacia, è attualmente in corso con la campagna di raccolta firme, avviata da due settimane, sui referendum sociali.A mio avviso, cè una seconda condizione irrinunciabile per poter mettere in campo la sfida referendaria: la raccolta delle firme fra i cittadini. È lunico antidoto possibile alla disinformazione dei mass media e consente, nellanno precedente al voto, una sorta di alfabetizzazione di massa e un processo di motivazione sociale che divengono dirimenti nella successiva mobilitazione per la partecipazione al voto.Sono entrambe condizioni assenti nel referendum del 17 aprile e, che, a mio avviso, ne hanno determinato limpossibilità strutturale di un esito positivo.

 HP

Tredici milioni di persone hanno comunque deciso di scendere in campo e di disobbedire all’ indifferenza richiesta dal governo e dai poteri forti di questo paese.

A mio avviso si parte da lì.Marco Bersani

Sindaco di Alice Castello: le lettere

In merito alla corrispondenza che intercorre tra il Sindaco Luigi Bondonno e la cittadinanza di Alice castello , pubblichiamo in pdf, così come si possono leggere sul sito del Comune di Alice Castello, le lettere seguenti del Sindaco che riguardano la situazione della Valle Dora:

ComunicatoPV lettera sulla Valledora e

34524-1 lettera a RAI 3 sulla Valle Dora dopo il servizio televisivo di Andrea Tinari.

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