Se siamo quello che mangiamo, beviamo e respiriamo

Rifiuti, discariche ed impatto ambientale: un nodo da risolvere.

IL CASO VALLEDORA

 

Nel dibattito in corso oggi sulla prevenzione e l’educazione alimentare vorremmo intervenire mettendo in luce due tematiche fondamentali, comparabili nel caso specifico che andremo ad esporre, a due cime opposte di una stessa fune. Immaginate da un capo della fune l’agroalimentare, con tutte le difficoltà connesse ad una produzione sostenibile, e dall’altro capo l’impatto ambientale delle nostre scelte quotidiane. Partiamo un attimo dalla fine: oltre a condizionare, nel macrosistema, lo sfruttamento delle risorse a livello planetario, le scelte personali che ognuno di noi fa quando riempie il proprio carrello al supermercato si ripercuotono in modo diretto sull’ambiente circostante. Senza andare troppo lontano, bastano gli scarti e gli imballaggi, insomma i rifiuti, quelli che ognuno di noi mette fuori davanti a casa e, dietro pagamento di salate bollette, se vive in zone “civili” non rivede mai più.

Purtroppo non si tratta di magiche sparizioni, ma semmai di raffinati trasferimenti, in zone di stoccaggio, e chi ci vive accanto quei rifiuti continua a vederli, o quantomeno ne sente la presenza. Una presenza che si manifesta in scompensi connessi alla qualità della vita, dell’aria, dell’acqua e delle colture: è il caso della Regione Valledora,  al confine tra le Province di Biella, Vercelli – nel “civilissimo” Nord-Ovest. Immaginatela come i due capi di quella fune, ben annodati a formare un grande cerchio, o meglio un buco, in cui da piu’ di vent’anni si stocca di tutto un po’(rifiuti solidi urbani, rifiuti speciali  e via dicendo). Il nodo è assai saldo, perché qui le due cime si toccano, a poche centinaia di metri dai rifiuti partono  fertili lembi di Pianura Padana votati all’agricoltura – famosi tra l’altro, per la coltivazione del riso – che insieme ai cittadini di molti comuni vercellesi si abbeverano dalle falde sotterranee della Valledora. Il nome non è un caso, ci scorre l’acqua dentro, ed anche se l’omonimo fiume si è spostato di letto, la ricarica di falda acquifera continua a passere di  lì.  È l’acqua con cui si bagnano le colture, con cui si beve e si cucina, un  ben prezioso che ha recentemente fatto muovere in favore di uno stop alle discariche anche Ato 2 – l’Autorità d’Ambito locale -  e Regione Piemonte, insomma pare che la corrente cominci a cambiare ma la strada per noi resta in salita ed abbiamo bisogno di tutti gli appoggi e la visibilità possibili.

Ora, se siamo quello che mangiamo, beviamo e respiriamo, qualche perplessità è lecita. Le battaglie per difendere l’area della Valledora si susseguono da anni ormai, le motivazioni addotte da cittadini ed amministrazioni che si oppongono ad un’ulteriore ampliamento dei siti già esistenti  (al momento ne sono al vaglio ben tre – due sul territorio della provincia di Biella ed uno quello della provincia di Vercelli) sono sempre più precise e stringenti, ma divisioni territoriali storiche, disinteresse da un verso ed eccessivo interesse – economico – dall’altro, non ci hanno ancora permesso di mettere in salvaguardia il nostro territorio e la nostra salute.La Stampa del 21.01.2016

Limitandoci, qui, alle tematiche connesse ad alimentazione e prevenzione, vogliamo ricordare come i rischi ed i danni legati all’inquinamento di acque e colture possano essere sottili ed ingannevoli: hanno un’onda lunga ma sono molto subdoli, lo ha spiegato più di una volta partecipando alle serate informative promosse dal Movimento Valledora  – che storicamente si batte per il “no alle discariche” – il medico biellese Gigi Piana. Non si parla solo di incidenza delle patologie tumorali: un bambino che cresce con un’alimentazione “corrotta” può sviluppare variazioni e malattie neurologiche che si andranno a manifestare nell’età adulta. Insomma ciò che siamo oggi è già stato scritto molti anni fa, ciò che saranno i nostri figli tra 20 o 30 anni, lo scriviamo noi oggi. Ecco perché i Comuni direttamente interessati di Cavaglià, Alice Castello, Santhià, Tronzano Vercellese, insieme al Movimento Valledora hanno commissionato uno studio epidemiologico – di cui si sta occupando il dott. Christian Salerno – con cui si andranno ad esaminare per un periodo prestabilito e sulla basi di specifici indicatori, i livelli sanitari delle quattro comunità.IMG_0060 (2)

È opportuno riconoscere che le attività legate alla presenza di discariche e cave possono divenire potenziali sorgenti di esposizione per la comunità a livello delle vie aeree, alimentari e di contatto. Le valutazioni di effetti sanitari negativi, dedotte da ampie rassegne bibliografiche, sono segnalate soprattutto in condizioni di smaltimento di rifiuti non corretto e/o altri materiali non inerti, non differenziato e non adeguatamente gestito, con conseguenti contaminazioni ambientali diffuse a livello di atmosfera, del suolo, delle falde idriche superficiali o profonde ed eventuale esposizione diretta o indiretta delle persone. Le revisioni di numerosi studi epidemiologici descrittivi e analitici hanno confermato nelle zone più esposte aumenti

del rischio di morbosità e mortalità per tumori quando lo smaltimento di rifiuti in discarica non sia controllato e non adeguatamente gestito con danni al polmone, alla vescica, alla prostata, al fegato, stomaco, laringe e utero, e aumenti di leucemie, patologie respiratorie, gastrointestinali e della cute, un basso peso alla nascita e malformazioni congenite.

Anche a titolo meramente cautelativo ce ne sarebbe abbastanza per una valutazione seria e definita in favore dello stop alle discariche, per questo è stata chiesta alla Provincia di Biella una moratoria sui due procedimenti di ampliamento in corso, richiesta rimasta per ora inascoltata. Crediamo però che un’opposizione coesa, forte ed onesta, che si sviluppi anche al di fiori del nostro “orticello” possa portare nuovi frutti. Grazie per l’attenzione e buon lavoro.

Laura Boerio e il Consigliere Comunale Lucia Scagnolato a nome di Sviluppo e Trasparenza per Cavaglià

sottoscritto da Anna Andorno per il Movimento Valledora

Posizione del deputato 5Stelle Busto su discariche Cavaglià

Biella, 18 giu. – “Nella valutazione favorevole all’ampliamento di due discariche della Valledora biellese sono state commesse alcune pesanti omissioni che il MoVimento 5 Stelle sta valutando e approfondendo. La decisione, nonostante il parere sfavorevole di alcuni sindaci e la protesta di un numeroso gruppo di cittadini, è stata messa agli atti giovedì (16 giugno). Presso la Provincia di Biella in una sola mattinata si sono svolte due animate riunioni sulle discariche che a Cavaglià ospiteranno ancora per decenni i rifiuti biellesi. Tre le gravi omissioni nella frettolosa procedura. La prima e più evidente è il non aver considerato in modo dettagliato, anche dal punto di vista economico, le alternative all’invio dei rifiuti in discarica, una pratica senza futuro e antieconomica. Il buon senso ci indica come unica strategia una raccolta differenziata ottimizzata, dove i rifiuti diventano nuove risorse. La seconda omissione è il non aver considerato che la zona delle discariche cavagliesi è stata dichiarata territorio vulnerabile perché sarebbero a rischio le falde acquifere destinate all’uso umano. Su questo delicato punto, la Provincia avrebbe dovuto approfondire il parere dell’Autorità d’ambito Ato2 così come indicato anche dalla Regione Piemonte in forma ufficiale a novembre 2015. Ultima ma non meno grave omissione è l’aver ignorato l’ordine del giorno del consiglio regionale che invita gli enti locali a sospendere le valutazioni in corso, in attesa dell’aggiornamento del Piano di tutela delle acque (PTA), ordine del giorno recepito invece dalla vicina Provincia vercellese”.

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Lo afferma il deputato 5 Stelle Mirko Busto, che conclude: “Il biellese può e deve dire basta ad anni di una gestione rifiuti miope e scellerata. A dirlo è il buon senso e anche alcuni dati: a febbraio scorso Confcommercio accusò il Comune di Biella di avere le tariffe più alte del Piemonte. La spesa media è infatti di 207 euro per biellese, mentre un torinese paga 119 euro. Il sindaco stesso del capoluogo Marco Cavicchioli dovrebbe rivedere la sua posizione favorevole a questi ampliamenti. Alla luce di questi dati, chiediamo che anche gli amministratori locali riflettano e insieme alla Provincia si valutino in modo approfondito tutte le opzioni possibili e alternative all’interramento”.

Lottiamo contro i poteri forti

Comunicato stampa
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Oggi, 16 giugno è  terminata  la Conferenza dei servizi che autorizzerà due nuove discariche, una di rifiuti speciali ed una di rifiuti urbani, nel Comune di  Cavaglià , che comporterà un incremento di circa 600.000 mc. di rifiuti sul territorio già compromesso  della Valle Dora.
Balza immediatamente all’occhio l’irrilevanza dei Comuni della Bassa biellese, che si sono opposti fermamente  a questi nuovi “mostri”, sia politicamente che tecnicamente, ma che non sono riusciti a tutelare la qualità della vita dei loro cittadini, la qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo. Movimento Valledora resta allibito per la difficoltà con cui l’autorevole Conferenza dei servizi di oggi, 16 giugno 2016, a Biella,  ha recepito le istanze della Valle Dora, biellese e vercellese,condannandoci a respirare , bere, consumare, vivere senza alcuna garanzia concreta che non si ripeta  la perdita di sostanze nocive di Alice2,  in un terreno definito altamente vulnerabile,  non da noi, ma dalla cartografia ufficiale.
Restiamo profondamente toccati dall’atteggiamento noncurante delle amministrazioni di Biella e di Cossato,  e di tutti quei comuni biellesi che hanno dato assenso per conferire i rifiuti in un territorio lontano, al confine della provincia, contro  sindaci,  popolazioni locali, il parere dell’Ambito per la tutela delle acque, studi autorevoli che danno altre indicazioni.  Per questo rivolgeremo i nostri consumi altrove, diversamente dai comuni che ci hanno girato le spalle e invitiamo i Vercellesi tutti ad aderire a questo “boicottaggio dei consumi (negozi, ristorazione, cinema …)” nell’intento che ciò risvegli il senso civico e la solidarietà della gente comune oltre all’attenzione verso le decisioni delle loro amministrazioni.presidio2
Mentre riusciamo a comprendere lo spregiudicato senso degli affari delle multinazionali, siamo sconcertati dai rimpalli tra province e regione, e dalla distrazione dei  funzionari che non emanano pareri, non si presentano alle riunioni o al più tacciono.presidio1
Movimento Valledora    ringrazia i Sindaci di Alice Castello, Borgo d’Ale, Cavaglià, Roppolo, Santhià, Tronzano, unitamente agli 11 comuni biellesi (Mongrando, Rosazza, Salussola, Ponderano, Candelo, Borriana, Masazza, Verrone, Benna, Rosazza, Viverone)   che si sono astenuti o hanno votato contro questa vergogna, durante l’Assemblea dei comuni biellesi per la gestione dei rifiuti urbani, tenuta la scorsa settimana.
 Si ringraziano i cittadini biellesi e non che oggi erano con noi davanti alla Provincia di Biella, Legambiente biellese che è sempre al nostro fianco e tutti coloro che ci sono stati vicini in questa lotta contro i “poteri forti”.

Movimento Valledora

Autorizzazione con il consenso dei Biellesi?

Comunicato stampa 13 giugno 2016

A seguito della duplice richiesta di ampliamento delle discariche di Cavaglià avanzate alla provincia di Biella, in sinergia con alcune amministrazioni comunali e associazioni, siamo riusciti ad attirare l’attenzione della Regione. In questo caso un ordine del giorno regionale  ha invitato le Province di Biella e di Vercelli a sospendere le procedure, in attesa dell’imminente aggiornamento del Piano di tutela delle acque (PTA). Anche l’ATO di competenza (Autorità d’ambito)  ha manifestato la propria preoccupazione e contrarietà per le richieste di ampliamento delle discariche nel sito Valle Dora, trattandosi di zona di ricarica delle falde acquifere. La Provincia di Vercelli, invece,  ha sospeso la procedura in corso per la discarica Valchiesa di Alice Castello, rimandando la decisione al 18 luglio.

A Biella, il 16 giugno, invece, la conferenza dei servizi si farà con il consenso del Consorzio rifiuti del Biellese (COSRAB) sulla discarica che dovrebbe accogliere l’indifferenziato dei comuni biellesi. I sindaci alla riunione consortile della settimana scorsa hanno votato a favore della richiesta di ampliamento della discarica per rifiuti urbani. Sono da sottolineare, per chiarezza,  l’insufficiente raccolta differenziata di molti comuni del Biellese e la pretesa di definire il caso un’emergenza, senza minimamente documentare le affermazioni con un’indicazione precisa dei volumi rimasti nella discarica, in relazione alla scadenza del contratto d’appalto  (2018). La provincia di Biella  autorizzerà l’ampliamento di 240.000 mc di rifiuti urbani a ASRAB  e autorizzerà la discarica di 360.000 mc ancor più appetibile perché per rifiuti speciali non pericolosi?

Ci chiediamo se la provincia farà la scelta responsabile di applicare il principio della tutela ambientale: l’acqua è un bene  troppo caro a tutti e occorre salvaguardarlo. Si tratta di ammettere che  non è possibile continuare a chiedere alla Valle Dora di accogliere immondizia, anche se la zona è compromessa dalla presenza di numerose cave, alcune delle quali dismesse. Proprio in questi mesi la  Regione sta dando seguito alla predisposizione degli strumenti di pianificazione di propria competenza, necessari a “gestire la tutela delle aree di ricarica di falda, quale è la Valle Dora” . Tuttavia l’operazione prevede tempi tecnici più lunghi della scadenza dei termini per l’esame del progetto ASRAB .

Chiediamo che  la Provincia di Biella, come ha già fatto la Provincia di Vercelli, sospenda  i due procedimenti di valutazione in corso richiesti dalle società ASRAB e A2A per gli ampliamenti delle discariche del comune di Cavaglià.

Domanderemo  un accesso agli atti presso COSRAB che durante la passata amministrazione aveva ottenuto  un parere legale  per valutare la regolarità dell’ ampliamento della discarica di Cavaglià. Nel frattempo i cittadini rispondono e espongono in modo massiccio e spontaneo, ” in tutti i paesi della Valle Dora, gli striscioni “Basta discariche”.

Presidio 16 giugno ore 9 a Biella

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MOVIMENTO VALLEDORA CHIEDE A  TUTTI I

CITTADINI DI UNIRSI PER MANIFESTARE LA

CONTRARIETA’ A I  PROGETTI

di 2 nuove discariche: una per rifiuti urbani e una per rifiuti speciali non pericolosi  nel comune di Cavaglià e 1 discarica nel comune di Alice Castello in regione Valchiesa!

PRESIDIO 16 GIUGNO 2016,  giovedì, ore 9,

davanti alla provincia di Biella , via Q. Sella, 12

Anche ATO-2 , organo istituzionale per la gestione dell’acqua potabile  che noi riceviamo nelle nostre case, ha già espresso parere CONTRARIO alle nuove discariche, unitamente a diversi Sindaci Biellesi e Vercellesi, essendo il territorio dei nostri comuni ZONA DI RICARICA DI FALDA acquifera destinato al consumo idropotabile. Invitiamo pertanto la conferenza dei servizi a dare parere contrario o quantomeno a SOSPENDERE il giudizio ( come già avvenuto a Vercelli) IN ATTESA DEL NUOVO IMMINENTE PIANO della REGIONE  Piemonte per lo studio dell’area di ricarica della falda.

 

Stiamo pagando e… rifacendo gli stessi errori in Valledora

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“Che le Province comunichino con la Regione, che Asl e Arpa delle Province di Biella e Vercelli, comunichino e si coordinino fra loro, che il documento dell’Ato2 venga preso in considerazione, così come il Pta regionale. Questo è il gioco del “rimpallo” che potrebbe avere gravi ripercussioni sulla Valledora se non verrà sospesa la procedura di autorizzazione delle discariche. I tecnici interessati dalle procedure di Via, relative alle richieste di nuove discariche, si confrontino per non ripetere l’errore fatto con l’approvazione della discarica di Alice Castello, di cui “paghiamo” lo scotto economico di un tentativo di bonifica che non funziona, ed ambientale, per la perdita di percolato nelle falde acquifere. Qualcuno, anche allora, aveva dato l’autorizzazione con tutte le certezze del caso. I progetti sottoposti al Via, si discostano pressochè in nulla come caratteristiche costruttive e materiali e la stratificazione del sottosuolo è la stessa. Di questo cosa ne pensano i tecnici Provinciali, le Asl e le Arpa? Serve una norma per normare l’ovvietà?

I Comuni facenti parte del Cosrab, che nel 2016 non stanno ancora facendo la raccolta differenziata, vengano sanzionati e le sanzioni vengano usate per coprire eventuali spese connesse. Con una raccolta spinta i quantitativi di rifiuti si ridurrebbero inevitabilmente riducendo l’incidenza dei fantomatici costi di trasporto in altre Province, nel caso si rendesse necessario, con una dilazione non indifferente delle tempistiche di restituzione. A questo punto, la fatidica possibilità di un “emergenza rifiuti” si allontanerebbe. Diversamente è che questa, venga dichiarata e motivata con dati alla mano, aggiornati in prospettiva di una raccolta differenziata spinta e, se proprio questo accadesse, si potrà riparare con la restituzione dei rifiuti alle Province che abbiamo lasciato conferire nel nostro territorio. La raccolta differenziata è obbligatoria, e  molti dei Comuni che hanno alzato la mano per il si alla discarica di Cavaglià, non ottemperano restando a percentuali inconsistenti con un risparmio individuale che va a discapito dei Comuni virtuosi che si impegnano ed investono nella raccolta differenziata. E’ indispensabile ridurre i rifiuti indifferenziati per ridurre la necessità di nuove discariche e siti di trattamento.

Il contratto d’appalto Asrab – Cosrab, scadrà nel 2017. L’attuale discarica, per la parte pubblica, non è ancora esaurita permettendo di giungere alla naturale scadenza ed approssimarsi al nuovo bando di appalto. Approvare nuove discariche farà solo slittare alla prossima emergenza. Il  passato insegna che oggi bisogna dire drasticamente NO con una ferma presa di posizione che non dia più scappatoie e conduca inevitabilmente alla differenziazione spinta dei rifiuti”.

I Consiglieri Comunali del Comune di Cavaglià

Scagnolato Lucia, Aiassa Silvio e Guagliardo Nicola