Territorio

Mappa dei pericoli della Valledora

CHIVASSO: CENTRALE TERMOELETTRICA EDIPOWER E IL TELERISCALDAMENTO

Nell’area del chivassese è stata recentemente ampliata la centrale termoelettrica a ciclo combinato – a gas naturale – di proprietà della società Edipower. Per quanto riguarda l’inquinamento da ozono, conseguenza diretta del funzionamento della nuova centrale, i dati rilevati dalle centraline poste sul territorio mostrano un superamento costante dei livelli di protezione della salute, soprattutto nei mesi estivi di luglio,agosto e settembre 2005; nel periodo preso in esame, i limiti sono stati raggiunti e ampliamente superati per ben 660 volte a Chivasso e per 158 volte sulla collina di Castagneto.

Come evidenziato da dati rilevati giornalmente, nello scorso mese di ottobre, il limite stabilito di emissioni di polveri sottili PM10 è stato superato per 17 giorni su 31, raggiungendo percentuali di presenza nell’aria allarmanti. Inoltre, resta irrisolta la questione del teleriscaldamento, che, se realizzato come previsto, richiederà la fornitura di calore da parte delle centrale per la quale potrebbe essere necessaria la costruzione di un impianto supplementare.

 

RONDISSONE e CHIVASSO: IGNITOR

Consiste in un impianto sperimentale per la FUSIONE NUCLEARE . Si tratta di una ciambella in cui viene confinata un’alta densità di plasma da fortissimi campi magnetici. Il progetto proposto dal fisico italiano Coppi è stato scartato da tutti i paesi in cui a fatto “capolino” compresi  USA e GIAPPONE. Il sito dovrebbe essere posto al confine tra RONDISSONE e CHIVASSO e in futuro se dovesse dimostrarsi scientificamente valido potrebbe dar vita ad un secondo sito aumentando ulteriormente le quantità radioattive. Inoltre una volta insediato il sito e reso funzionante come potremmo evitare l’insediamento di un deposito “temporaneo”(durata di almeno 50 anni) per i rifiuti radioattivi di tutta la regione?

CHIVASSO: AMPLIAMENTO DELLA DISCARICA IN REGIONE POZZO

Realizzata circa 20 anni fa, conteneva dapprima Rifiuti solidi urbani, ora Rifiuti industriali non pericolosi è attualmente gestita dalla Smc, società a capitale misto. Più volte ampliata, si trova nel territorio di Chivasso, ma anche in prossimità dell’abitato di Montanaro, a circa 1 km. dalle abitazioni. Composta da 3 siti di cui due sono già ricoperti ed per il  terzo sono stati approvati i lavori di ribaulatura (copertura). Ma esiste un quarto sito, una vecchia fossa, ex cava di fornace, priva di adeguato rivestimento, in cui furono scaricati senza controllo rifiuti di varia natura. Dovrà probabilmente venire bonificata e messa a norma. Per consentire questo lavoro, bisognerà svuotarla e trasferire il contenuto in  una  nuova vasca, ancora da realizzare. Con questa nuova vasca, la discarica chivassese di Regione Pozzo risulterebbe così ulteriormente ampliata. 

LA CEMENTIFICAZIONE  DI CHIVASSO e L’AGGRESSIONE AL PARCO MAURIZIANO

Il passaggio del TAV e delle opere connesse ha pesantemente segnato il Chivassese. Anziché compensare il territorio aumentando il verde, una combriccola di politicanti e speculatori immobiliari ha recentemente ricoperto Chivasso con tonnellate di cemento e asfalto. Approfittando anche del piano di soppressione di tutti i passaggi a livello, sono previsti chilometri di nuove strade a traffico pesante, insediamenti industriali (CHIND), centinaia di alloggi, rotonde a go-go: Chivasso si trasforma sempre più in periferia torinese.

Sintomatico di questa situazione, lo snaturamento delle frazioni (in particolare Boschetto e Castelrosso) e l’aggressione al Parco Mauriziano, unico polmone verde in città realmente fruibile da bambini, anziani, cardiopatici, che oggi subisce una aggressione su tre fronti diversi:

1) la prevista costruzione di una strada di grande traffico ai suoi confini, al posto dell’attuale sterrato, che congiungerebbe la rotonda alla curva Opel in Stradale Torino con via Foglizzo e via Berruti; 2) la prevista costruzione di una grande casa degli scout addirittura dentro il parco stesso, un edificio di metri 27 per 23, costo 353.000,00 euro di denaro pubblico; 3) la prossima realizzazione di un complesso di edilizia abitativa ai suoi confini, il cosiddetto Pec Mauriziano.

ALICE CASTELLO, SANTHIÁ E CAVAGLIÁ:

LA DISCARICA DI ALICE 3

Nell’area al confine tra i comuni di Alice Castello , Santhià nel Vercellese e Cavaglià, primo comune del Biellese, sono state realizzate negli anni ’90 due discariche, su un sito altamente vulnerabile da un punto di vista idrogeologico. Ora , per pagare la bonifica di queste due discariche che stanno inquinando la falda  dell’acqua da cui attingono i comuni di Tronzano e di Santhià, se ne vuole fare una terza, Alice 3.

Il Consorzio dei comuni della Bassa Vercellese, che doveva controllare la Società che ha gestito l’impianto ( Daneco Spa), non ha soldi per  bonificare e ha conferito mandato alla stessa Daneco di riempire il terzo buco con altri rifiuti e ricavare così i soldi per bonificare le due discariche esaurite. Discariche in cui hanno scaricato i rifiuti un po’ tutti, compresa la Regione Piemonte che aveva  dato le autorizzazioni. I  progettisti  avevano dichiarato non esserci pericolosità per la falda sottostante. Ora, il danno ambientale per il percolato che sta penetrando nel terreno  sottostante, deve essere fermato. Da chi deve essere pagato? E’ logico fare una terza discarica dove non dovevano esserci neppure le due precedenti?

SALUGGIA: IL DEPOSITO NUCLEARE NAZIONALE

Il Comune di Saluggia, nonostante la posizione contraria sia delle forze politiche che sostengono l’attuale maggioranza che quella dei Consiglieri di minoranza, ha adottato la Variante parziale al Piano Regolatore del Comune Saluggia (VC), relativa al centro ENEA, così da consentire a SOGIN S.pa. di realizzare, il primo DEPOSITO NUCLEARE NAZIONALE. Proprio quello bloccato dalla popolazione della Basilicata che giustamente sottolinearono l’inadeguatezza del sito scelto. Qui il problema è identico: l’area in questione infatti, pericolosamente vicina al fiume Dora, è già stata inondata durante l’ultima alluvione, sfiorando la catastrofe ecologica.

Centinaia di cittadini interessati alla tutela della salute e dell’ambiente, avevano sottoscritto una serie di osservazioni relative ai pericoli sul deposito in questione chiedendo di annullare la variante. Nel Novembre2005 lo scontro si è spostato su di un livello regionale e nazionale chiedendo alla Regione Piemonte e al Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio di pronunciarsi negativamente sullo Studio di Impatto Ambientale proposto (SIA) presentato da SOGIN S.p.A. per la realizzazione dell’impianto nucleare “CEMEX” e di nuovi depositi nucleari.

 

CAVAGLIA’: L’INCENERITORE DI QUADRANTE

Esiste un progetto di realizzare un inceneritore in cui bruciare  rifiuti di quattro province ( Novara, Biella, Verbano Cusio Ossola e Vercelli ) a Cavaglià al confine tra Biellese e Vercellese.

Un inceneritore per funzionare ha bisogno di tanti rifiuti e allora neppure quelli delle quattro province basteranno. Si parla di un quantitativo enorme  di rifiuti: più di 1000 tonnellate al giorno

Un impianto del genere non compie operazioni di magia, anche se chi lo gestisce specula, per cui ciò che entra esce sotto forma di cenere ( più del 30 %  da conferire in discariche possibilmente vicine perché i costi non lievitino ), polveri  sottili e fumi inquinanti . Solo riciclando e recuperando con una seria raccolta differenziata, che un inceneritore blocca sul nascere , possiamo salvaguardare la salute  e  ridurre la spesa. Dove è stata introdotta seriamente la differenziata ( porta a porta, compostaggio e controllo dei sacchetti e del territorio) si sono ridotti i rifiuti e i costi del contribuente e delle risorse. Ricordiamo che l’Italia non importa solo petrolio ma carta da macero, rottami di ferro e  alluminio,stracci, cocci di vetro e truciolati.  

 

MONTANARO e CHIVASSO: UNA NUOVA DISCARICA

Nonostante l’opposizione di un terzo degli aventi diritto al voto (referendum dell’11 -13  novembre 2005) verrà realizzata nel Comune di Montanaro una discarica di servizio della Provincia di Torino, che è destinata ad ospitare le ceneri prodotte dall’inceneritore che verrà costruito a Torino, zona Gerbido, dalla società Trm. Nel territorio del comune si trova anche la cava Borra: situata a circa 2 km. dall’abitato, contiene rifiuti tossico-nocivi. Non è mai stata bonificata. Il  rischio di alluvione dovuto alla vicinanza del torrente Orco, del canale di Caluso ed alle varie roggie aggravano ulteriormente la situazione sul territorio.

 

Scarica il volantino della manifestazione del 14/01/2006

50-km-di-veleni-due-anni-dopo-20-giugn-08

Perche-la-nostra-terra-e-in-pericolo-1-dic-07

Perche-il-nostro-territorio-e-in-pericolo-1-dic-07doc

Volantino manifestazione sui 50 KM di veleni della Valledora – 14-01-06


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